Articolo: La storia di Finproject e XL EXTRALIGHT®: l’idea italiana che ha alleggerito le scarpe
La storia di Finproject e XL EXTRALIGHT®: l’idea italiana che ha alleggerito le scarpe
La storia di Finproject e XL EXTRALIGHT®: l’idea italiana che ha alleggerito le scarpe
Finproject non comincia con un laboratorio chimico futuristico. Comincia nelle Marche, nel mondo dei tacchi e dei sottopiedi in cuoio. Da lì, attraverso materiali, stampi e ricerca, nasce una tecnologia che cambia il modo di pensare il fondo di una scarpa.
Prendete in mano una scarpa dall’aspetto robusto. Guardate la suola: spessa, importante, quasi imponente. Poi sollevatela. Vi aspettate peso e invece la scarpa è sorprendentemente leggera. È in quel momento che si capisce la domanda alla base di questa storia: una suola può dare sostanza a una scarpa senza appesantire ogni passo?
La risposta porta a Morrovalle, nelle Marche, e a un imprenditore, Euro Vecchiola. La sua impresa diventerà Finproject; uno dei risultati più riconoscibili della ricerca sarà XL EXTRALIGHT®, marchio e tecnologia legati ai materiali espansi ultraleggeri. Una storia italiana fatta di scarpe, industria e dettagli che spesso non vediamo, ma che sentiamo camminando.

1965: prima di Finproject c’è una piccola impresa nelle Marche
Nel 1965, nel cuore di un territorio dove la scarpa è lavoro, famiglie e competenze, nasce V.b.p., impresa fondata da tre soci e guidata da Euro Vecchiola. Il nome Finproject arriverà più avanti. All’inizio si producono artigianalmente tacchi e sottopiedi in cuoio per le aziende calzaturiere locali.
Per capire la portata della trasformazione bisogna partire da qui: un fondo non è una parte secondaria. È ciò che separa il piede dalla strada, protegge la tomaia, determina parte della flessibilità, dell’appoggio e della sensazione che si prova dopo una giornata in piedi. Chi produce componenti lavora dietro le quinte, ma influenza moltissimo il risultato finale.
Il distretto marchigiano offre a Vecchiola una palestra concreta: produttori vicini, richieste da risolvere, materiali da conoscere e un dialogo continuo tra chi progetta e chi costruisce scarpe.

1978: il fondo George e il passaggio alla produzione industriale
Negli anni Settanta l’impresa guarda oltre i componenti tradizionali. La storia ufficiale di Finproject ricorda due innovazioni: le suole monoblocco in cuoio e PVC, i fondi George brevettati nel 1978, e le suole in gomma termoplastica TR.
Il principio è ambizioso: ripensare il fondo come componente progettato industrialmente, mettendo insieme materiali e processi. Non si tratta semplicemente di sostituire il cuoio con la plastica: cambiano le possibilità di forma, produzione e utilizzo.
Secondo la ricostruzione aziendale, a dieci anni dalla nascita l’impresa produce e vende circa 2,5 milioni di paia di suole all’anno ed esporta in oltre venti paesi. Tra gli anni Settanta e Ottanta si sviluppano unità produttive tra Montecosaro, Ancarano, Morrovalle e Ascoli Piceno. Il piccolo fornitore locale è diventato un’organizzazione industriale.
1965 · Nasce V.b.p., guidata da Euro Vecchiola.
1978 · Brevetto dei fondi George.
1982 · Brevetto AIR WEIGHT®.
1989 · Le attività vengono riunite in Finproject S.p.A.
1996 · Brevetto del processo di stampaggio a iniezione e joint venture canadese.
2020–2021 · Versalis acquisisce prima il 40% e poi il restante 60%.
La ricerca della leggerezza: AIR WEIGHT, AIRGUM e XL EXTRALIGHT
Una scarpa pesante si fa sentire a ogni passo. Alleggerirla senza rinunciare alle prestazioni diventa una sfida tecnica. Dagli anni Ottanta l’azienda sviluppa materiali più leggeri e flessibili: tra questi AIR WEIGHT®, brevettato nel 1982, e AIRGUM®. La ricerca prosegue fino a XL EXTRALIGHT®.
Nel 1989 Vecchiola riunisce le attività industriali nella capogruppo Finproject S.p.A.. È una data da distinguere dalla nascita dell’impresa: la storia comincia nel 1965, mentre il consolidamento sotto il nome Finproject arriva ventiquattro anni dopo.
Una ricostruzione pubblicata da GQ Italia racconta come Vecchiola abbia sperimentato l’EVA, un materiale espanso promettente ma difficile da controllare, fino a sviluppare un composto chiamato Levirex e un processo industriale di stampaggio. La storia dell’azienda non è solo quella di un materiale: è anche quella del modo di trasformarlo in un oggetto dalla forma precisa.

1996: lo stampo diventa parte dell’invenzione
Finproject indica il 1996 come anno del brevetto del processo di stampaggio a iniezione di suole realizzate con composti poliolefinici espandibili e reticolabili. In termini semplici, la ricetta del materiale e il modo in cui viene lavorato devono essere progettati insieme.
Il composto viene preparato e lavorato attraverso uno stampo; il processo permette di ottenere un materiale espanso dalla struttura controllata. Lo stampo non serve soltanto a dare un disegno alla suola: partecipa al risultato finale, alla precisione della forma e alla ripetibilità industriale.
Quando si parla di una suola, il materiale non racconta tutto. Contano anche la geometria, lo spessore, il battistrada e il modo in cui il fondo è unito alla tomaia. Due scarpe con materiali simili possono comportarsi in modo molto diverso.

Che cos’è davvero XL EXTRALIGHT®?
XL EXTRALIGHT® è un marchio di proprietà di Finproject, associato a una tecnologia e a una famiglia di materiali espansi leggeri. Secondo il produttore, la ricerca è partita dall’EVA ed è evoluta verso miscele a base di poliolefine. La struttura è a celle chiuse: piccole cavità separate tra loro contribuiscono alle proprietà del materiale.
Il risultato è un materiale che, a seconda della formulazione, combina leggerezza, flessibilità e capacità di assorbire gli urti. Il produttore parla di un peso fino a circa tre volte inferiore rispetto a materiali di confronto con proprietà simili: è un dato riferito a specifici confronti, non una promessa valida per ogni scarpa o per qualsiasi suola.
Non è corretto chiamare indistintamente «gomma» ogni fondo leggero, né attribuire automaticamente a Finproject tutte le suole descritte come extra light. L’espressione può indicare genericamente una caratteristica; XL EXTRALIGHT® è invece un marchio preciso. Per riconoscerlo servono le informazioni sul modello o i contrassegni effettivamente presenti.
Perché una suola leggera può cambiare una scarpa
Una suola voluminosa può dare carattere a un mocassino o a uno stivaletto. Se però il fondo è molto pesante, lo si avverte a ogni passo. I materiali espansi hanno permesso ai progettisti di lavorare su volumi più generosi mantenendo il peso contenuto.
Questo apre molte possibilità: sneaker da città, mocassini contemporanei, sandali e scarpe dal profilo più robusto. Il comfort, però, non dipende da un solo ingrediente: forma, calzata, sottopiede, distribuzione del peso e flessibilità contano quanto il materiale del fondo.

Perché scegliamo spesso suole Extra Light per le nostre scarpe
In Maestri Ciccone scegliamo spesso fondi Extra Light perché rispondono a un’esigenza che conosciamo bene: avere una scarpa piacevole da indossare per molte ore, senza rinunciare al carattere e alla struttura. Una suola leggera aiuta a contenere il peso della calzatura; la flessibilità e la sensazione al passo dipendono poi dal fondo scelto e dalla costruzione dell’intera scarpa.
È una scelta che accompagna modelli diversi, dal mocassino Taranto alla sneaker Sorrento, fino alla polacchina Sondrio. Cambiano lo stile e l’utilizzo, ma l’obiettivo resta lo stesso: unire il saper fare calzaturiero italiano a un fondo leggero adatto alla vita di tutti i giorni.
Per noi una buona scarpa deve piacere quando la guardi e accompagnarti bene quando la indossi. Ecco perché la scelta della suola conta quanto quella della pelle e della forma.
Dal Canada al mondo: la tecnologia esce dal distretto
Nel 1996 Finproject avvia in Canada una joint venture con Evasol, che prende il nome di Finproject N.A.. È un passaggio decisivo per portare competenze e produzione oltre l’Italia. Negli anni successivi la crescita internazionale accompagna lo sviluppo di attività in più paesi.
La tecnologia trova applicazioni ben oltre la scarpa: il gruppo cita design, arredamento, automotive, sicurezza e benessere. È il momento in cui un componente apparentemente nascosto diventa un ingredient brand: un materiale riconoscibile che entra nel racconto dei prodotti realizzati da altre aziende.
La stampa di settore ha associato i materiali e le lavorazioni Finproject a marchi come Prada, Armani, Zegna, Hogan e Timberland. Ma attenzione: una collaborazione o una relazione di fornitura non dimostra che ogni modello di un marchio utilizzi la stessa suola. Per esempio non abbiamo trovato una prova che identifichi Finproject come produttore del fondo della Zegna Triple Stitch classica.
2017: Padanaplast e una filiera più ampia
Prima dell’ingresso di Eni, Finproject compie un’altra operazione importante. Nel 2017 acquisisce Padanaplast dal gruppo Solvay, ampliando le competenze nei compound speciali a base poliolefinica. È un tassello che aiuta a capire perché l’azienda marchigiana interessi anche alla chimica: oltre alle suole, sviluppa materiali destinati a cavi e altre applicazioni industriali.
2020–2021: l’ingresso in Versalis, gruppo Eni
Nel luglio 2020 Versalis, società chimica del gruppo Eni, completa l’acquisizione del 40% dal fondo VEI Capital; il restante 60% rimane alla famiglia Vecchiola. Il 22 settembre 2021 Versalis annuncia l’esercizio dell’opzione per acquistare anche quella quota. Il bilancio consolidato Versalis indica che l’operazione si è conclusa il 28 ottobre 2021: Finproject entra così interamente nel gruppo attraverso Versalis.
Alla celebrazione dell’operazione, nel novembre 2021, Maurizio Vecchiola, allora presidente e amministratore delegato di Finproject, descrive l’obiettivo di valorizzare il saper fare marchigiano all’interno di una filiera industriale italiana. È un passaggio simbolico: una storia iniziata con tacchi e sottopiedi entra in un gruppo attivo nella chimica e nei materiali su scala internazionale.
Il bilancio Versalis 2021 indica per il 60% un corrispettivo complessivo di 149 milioni di euro, comprensivo di una componente variabile stimata allora in 25 milioni. È il valore indicato per quella quota, non il prezzo pagato per l’intera società. La stessa relazione riporta anche una price consideration contabile complessiva di 248 milioni, che comprende il valore attribuito alla quota già posseduta: le due cifre descrivono quindi grandezze diverse.

La ricerca continua: materiali e circolarità
Il percorso non si ferma alla leggerezza. Tra le formulazioni presentate dal marchio c’è Organix™ 3.0: secondo Finproject utilizza il 30% di materie prime biologiche e circolari, attraverso il sistema di certificazione e attribuzione indicato dal produttore. Un’altra linea, SUSTAINABLE+, utilizza materiali recuperati in formulazioni specifiche.
Questi progetti mostrano una direzione di ricerca, ma le proprietà ambientali vanno valutate formula per formula e prodotto per prodotto. Una suola leggera o con contenuto attribuito da materie circolari non rende automaticamente sostenibile l’intera scarpa, né garantisce che sia riciclabile ovunque.
Si possono risuolare le scarpe con suola XL EXTRALIGHT®?
Spesso una riparazione è possibile, ma va valutata sulla singola scarpa. Bisogna controllare come il fondo è fissato, lo stato della tomaia, del sottopiede e degli eventuali strati intermedi, oltre alla disponibilità di un fondo compatibile per forma e spessore.
Non sempre è possibile conservare il disegno originale o applicare una suola identica e marchiata. In alcuni casi si può proporre una soluzione compatibile; in altri la costruzione rende l’intervento complesso o poco conveniente. Una valutazione dal calzolaio serve proprio a capire cosa sia fattibile prima di promettere un risultato.
Nel nostro lavoro, vedere una scarpa dal fondo consumato non significa considerarla automaticamente finita. Se la tomaia e la struttura lo consentono, cerchiamo una strada per darle ancora chilometri. Puoi scoprire i nostri servizi di riparazione e chiedere una valutazione del tuo paio.
La morale: l’innovazione che non si vede
Finproject racconta un’Italia che spesso resta nascosta dietro il nome scritto sulla scarpa: quella dei distretti, degli stampi, dei materiali e delle imprese che risolvono problemi concreti. Euro Vecchiola parte da componenti in cuoio; la sua azienda arriva a progettare materiali che aiutano brand e designer a immaginare nuove forme.
La prossima volta che una scarpa dall’aspetto solido vi sembrerà sorprendentemente leggera, guardate anche sotto. Potreste trovare una parte della sua storia proprio nella suola.
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